VADEMECUM DANNO DA VACANZA ROVINATA

VADEMECUM DANNO DA VACANZA ROVINATA

 

SEI STATO IN VACANZA E QUALCOSA NON E’ ANDATO NEL VERSO GIUSTO”?

RITIENI CHE LA TUA VACANZA SIA STATA “ROVINATA”?

 

Con l’articolo di oggi, vi riporto un breve vademecum su quelle che sono le circostanze spiacevoli che si trova ad affrontare il turista/consumatore che si prepara per il viaggio e giunge a destinazione e i rimedi messi a sua disposizione per il mancato soddisfacimento dalla sua tanto sospirata vacanza.

Difatti, sono sempre più frequenti i casi in cui, una volta giunti alla tanto amata e agognata destinazione turistica, che non ci si trovi davanti a ciò che ci si aspettava, perché quanto previsto nel pacchetto di viaggio prenotato ed acquistato tramite il tour operator di riferimento scelto, non corrisponde alle aspettative garantite dallo stesso e per questo la tua vacanza è “rovinata”.

Può accadere e purtroppo frequentemente, che le aspettative del turista, vengano disattese amaramente, a causa ad esempio dei livelli legati agli standard dell’alloggio acquistato con il pacchetto, che risultino difatti, una volta giunti sul posto, nettamente inferiori e non corrispondano a quanto proposto e poi prenotato.

Ed ancora i servizi connessi alla struttura o i trasporti, risultino affetti da disservizi rispetto a quelli pattuiti con il tour operator. L’ assenza di tali servizi essenziali, i ritardi, gli alloggi fatiscenti, dunque sono tutte situazioni che possono contribuire a “rovinare” il godimento del tanto atteso momento di svago e relax.

Nonostante il turista malcapitato, non potrà più godere appieno della vacanza prefissatosi, perché decide di interromperla, in quanto ritenuta improseguibile o costretto dalle circostanze a rimanere, debba sopportare e soffrire i disagi, le carenze e i disservizi, potrà comunque contare in primis sul supporto del CODICE DEL TURISMO, in vigore dal 21 giugno del 2011.

Difatti lo stesso, interviene a tutela di tali situazioni gravose e spiacevoli, che subisce il turista/consumatore, stabilendo all’art. 47 che  : “Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico, non sia di scarsa importanza, ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile, il turista puo’ chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilita’ dell’occasione perduta”.

E’ proprio l’irripetibilità dell’occasione perduta, perché le sognate ferie estive, capitano una volta l’anno, unitamente ai disagi che la mancata aspettativa ha di conseguenza creato, a far sì che si possa configurare un vero e proprio DANNO DA VACANZA ROVINATA.

Per danno da vacanza “rovinata” si intende infatti, il pregiudizio arrecato al proprio benessere psico-fisico che il turista subisce per non aver potuto godere, in tutto o in parte, di un’occasione di relax e svago.

Le cause possono essere svariate, difatti dall’art. 47, si desume infatti, che le stesse,che possono dar luogo al c.d. danno da vacanza rovinata, si rinvengono non solo nell’ inadempimento, ma anche nella inesatta esecuzione delle prestazioni concordate con il tour operator.

Ma è importante sapere che, affinché si possa configurare tale fattispecie di danno, l’inadempimento, non deve essere di scarsa importanza.

Pertanto, ricorrendo gli elementi previsti dal succitato articolo del CODICE DEL TURISMO, il turista può ben sperare in un risarcimento.

L’art. 49 del CODICE DEL TURISMO, prevede la possibilità per il turista, di contestare tempestivamente, ogni mancanza nell’esecuzione del contratto, rilevata sul posto, presentando da subito un reclamo, affinche’ l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore, vi pongano tempestivamente rimedio, oppure al rientro dalla vacanza entro il termine di 10 giorni dallo stesso, formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso o risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata sia all’agenzia di viaggi che al tour operator di riferimento.

In difetto e qualora le richieste in prima battuta rimanessero disattese o venissero rigettate, è possibile agire nelle sedi opportune e competenti, con l’assistenza di un legale, per richiedere formalmente il risarcimento del danno subito a ristoro del pregiudizio che la vacanza “rovinata” ha causato.

Le tipologie di danno che si configurano in tal caso sono due: il danno cd patrimoniale per gli esborsi sostenuti e il danno non patrimoniale.

Si configura il cd danno patrimoniale, nel momento in cui, dalla vacanza intesa e considerata come un bene rientrante tra i beni giuridici in senso stretto, ne scaturisca una lesione, pertanto suscettibile di valutazione economica. Il risarcimento di tale danno di natura patrimoniale sorge, dunque, qualora il tour operator, dimotrandosi inadempiente o non avendo esattamente adempiuto alla prestazione, venga per tale “mancanza” meno alla propria obbligazione assunta nei confronti del turista.

Il risarcimento non si limita tuttavia al danno patrimoniale, infatti, la giurisprudenza, ha riconosciuto la risarcibilità anche del danno cd non patrimoniale, già prima del Codice del Turismo, considerando, il mancato godimento della vacanza, proprio come un pregiudizio di natura psicologico, tale da farlo rientrare nel danno cd non patrimoniale.

 

Per tali motivi, nel caso in cui uno dei servizi previsti dal pacchetto turistico , che il tour operator si era impegnato a prestare, mancano o vengono eseguiti con modalità diverse, l’organizzatore è tenuto a risponderne.

Ai sensi dell’ art. 43, Cod.Tur, infatti, in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni, assunte con la vendita del pacchetto turistico, sia l’organizzatore che l’intermediario sono tenuti a risarcire il turista.

Altresì, ai sensi dell’ art.44 Cod.Tur. il medesimo principio vale nel caso in cui, in conseguenza dell’inadempimento, si verificano danni alla persona derivanti dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico.

Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in tre anni dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto turistico, per le quali invece si applica l’articolo 2951 del codice civile.

Pertanto, non disperate! È vero che la vacanza è irripetibile, come lo sono quei momenti di svago e relax tanto sognati, che non torneranno se non l’anno seguente, ma affinchè, oltre al danno causato dalla stessa, non ci sia la “ beffa” del non poter neanche porvi rimedio seppur a posteriori, sappiate che laddove ricorrano i presupposti descritti, una tutela c’è!

 

Fonti :

“Salvis Iuribus”;

“Altalex”;

“Codice civile”

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